venerdì, giugno 26, 2009
Mi è stato regalato il dvd di Plac Zbawiciela di Joanny Kos-Krauze e Krzysztofa Krauze (titolo internazionale: Saviour Square).

http://merlin.pl/Plac-Zbawiciela_Krzysztof-Krauze-Joanna-Kos-Krauze,images_big,17,D437.jpg

Si tratta di un lungometraggio polacco del 2006, allegro come un qualsiasi film di Kieslowski.

Da quel che ho capito, dato che il film era in lingua originale con i sottotitoli in inglese, si tratta di un dramma casalingo: una famiglia rimasta senza un tetto, si trasferisce a casa della madre di lui; la padrona di casa istiga il figlio contro la moglie, accusata di essere una spendacciona. Come se non bastasse la poveretta viene anche cornificata dal suo uomo e in preda alla disperazione tenta il suicidio.

Magari è colpa mia che non conosco bene l'inglese e per niente il polacco, magari era una commedia satirica e non ho afferrato l'umorismo di fondo... oppure, più semplicemente, è una storia triste come tutte quelle di origine polacca.

Possibile che in quella nazione non ci sia niente di più allegro di Auschwitz o Il Decalogo?
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giovedì, maggio 28, 2009
A Supersano è uscito il nuovo numero di LA VOCE DEL CITTADINO, che presto sarà disponibile in rete sul sito di Il Supersanese.
Nella penultima pagina è presente il mio articolo, breve resoconto del cinema qui da noi.
Pubblico di seguito la prima stesura dell'articolo, troppo lunga e dettagliata per entrare nelle 2.700 battute disponibili.

Avete mai visto casa vostra sul grande schermo?

No? Allora forse andate poco al cinema, perché è ormai da un po’ di tempo che il Salento è lì, nel buio della sala.

Partiamo dal principio: il film capostipite del Salento al cinema potrebbe essere considerato NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI, omaggio di Carmelo Bene alla sua terra natia e risalente al lontano 1968.

In realtà il tacco d’Italia era già stato visto in IL TRAMONTANA (1965) di Andrea Barbano.

Da allora la provincia di Lecce è apparsa sporadicamente in sala con film quali LE FARò DA PADRE (1974) di Alberto Lattuada, LE SEMINARISTE (1976) di Guido Leoni, UN’EMOZIONE IN PIù (1979) di Francesco Longo, LA POSTA IN GIOCO (1988) di Sergio Nasca, TURNè (1990) di Gabriele Salvatores e LEGITTIMA VENDETTA (1995) di Bruno Mattei.

Finché nel 1996 non irrompe sulla scena Edoardo Winspeare con il suo primo lungometraggio, PIZZICATA, e successivamente, nel 2000, con SANGUE VIVO. Di lì a poco i prodotti a marchio Salento saranno sempre di più: 20 VENTI (1999) di Marco Pozzi, LIBERATE I PESCI! (2000) di Cristina Comencini, HERMANO (2001) di Giovanni Robbiano, L’ANIMA GEMELLA (2002) di Sergio Rubini, AZZURRO (2002) di Denis Rabaglia, IL TRAMITE (2004) di Stefano Reali, DIMENTICARE MIO PADRE (2005) di Giuseppe Antonio Miglietta, GUARDIANI DELLE NUVOLE (2005) di Luciano Odorisio, LE BANDE (2005) di Lucio Giordano, FINE PENA MAI (2008) di Davide Barletti e Lorenzo Conte, I GALANTUOMINI (2008) ancora di Winspeare.

Aggiungeteci poi i film ambientati solo in piccola parte qui da noi: TRE UOMINI E UNA GAMBA (1997) di Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, I FIGLI DI ANNIBALE (1998) di Davide Ferrario, ZORA LA VAMPIRA (2000) dei Manetti Bros, I CAVALIERI CHE FECERO L’IMPRESA (2001) di Pupi Avati, LA BESTIA NEL CUORE (2005) di Cristina Comencini, MANUALE D’AMORE 2 - CAPITOLI SUCCESSIVI (2007) di Giovanni Veronesi e BACHA AE HASEENO (2008) di Siddharth Anand.

Quelli in cui il Salento appare come terra anonima, ad esempio MELISSA P. (2005) di Luca Guadagnino.

Le serie televisive: DONNE DI MAFIA (2001) di Giuseppe Ferrara e IL GIUDICE MASTRANGELO (2005) di Enrico Oldoini.

I film amatoriali: PRENDERE O LASCIARE di Davide Raia (200?) e A GALLIPOLI TUTTO PUò SUCCEDERE (2008) di Tony Greco, giusto per citarne un paio.

Perché no, anche il cinema a luci rosse: dal lontanissimo PORNO SOGNI SUPERBAGNATI (1981) di Caroline Joyce al più recente LA CALDA PATATINA DI GALATINA (2003) di Lucky Damiano, passando per molti altri.

Un discorso a parte va fatto per i documentari. Il primo e sicuramente più importante è LA TARANTA (aka TARANTULA, 1962) di Gianfranco Mingozzi, proiettato in molte università italiane per i corsi di antropologia e facilmente reperibile su YouTube.

Negli ultimi anni, poi, con il boom del turismo sul nostro territorio le bancarelle, che si spostano nei paesi durante le festività e le sagre estive, si sono riempite di dvd documentari dal valore non sempre alto. Ricordiamo almeno IL VENTO DI SETTEMBRE (2002) di Alexander J. Seiler, ITALIAN SUD EST (2003) dei Fluid Video Crew, CRAJ - DOMANI (2005) di Davide Marengo e IL SIBILO LUNGO DELLA TARANTA (2006) di Paolo Pisanelli.

Infine pensate ai videoclip delle nostre band di successo che sicuramente avrete visto su canali televisivi come MTV: da ESTATE dei Negramaro a LE RADICI CA TIENI dei Sud Sound System, da PARIS degli Après La Classe a L’AZZURRU TE LU CIELO dei BlekAut.

Ovviamente se il Salento è entrato nel cinema, il cinema doveva per reazione entrare nel Salento, sono così sorti festival quali quello del Cinema Europeo a Lecce, il Salento International Film Festival di Tricase e il Salento Fear Fest di Santa Maria di Leuca.

Anche a Supersano si è pensato di realizzare qualcosa attraverso il sostegno di case di produzione come la CineSalento o per iniziativa di privati. Speriamo che queste idee vadano a buon fine e che potremo presto godere di film nostri a tutti gli effetti.

Augurandoci sempre che chi si appresta a dirigere l’opera abbia letto almeno un manuale di regia...

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salento-movies
mercoledì, maggio 20, 2009

Ho avuto spesso occasione di notare come tornare a casa sia anche un modo di viaggiare.

È infatti su tutti quei treni in discesa libera verso la mia terra che mi capita di incontrare gente disposta a parlare di sé, di luoghi lontani e di tempi ormai andati. Parole che non assomigliano per niente ai silenzi educati dei treni che tagliano la Padana, né tantomeno posso paragonare tali esperienze ai viaggi in aereo dove nessuno si incontra. Estranei si è all’imbarco ed estranei si resta allo sbarco.

Sul treno da Sud l’uomo ad attaccar discorso è sempre il Salentino (ma io, ahimè, sono un’eccezione). Non so da cosa dipenda questa regola, forse la risposta più semplice è che a lui spetta il viaggio più lungo ed è quindi nel suo interesse ingannare il tempo con la parola.

Il meccanismo di accensione del discorso riesce nel modo più efficace quando uno degli interlocutori non è italiano. Il che avviene praticamente sempre.

Solo in quest’ultimo viaggio ho sentito raccontare dell’Argentina, del Rwanda e del Messico.

C’è grande rispetto nell’ascoltare e nel confrontarsi, anche quando si hanno visioni diametralmente opposte.

Malignamente potrei pensare che tutta questa educazione, che spesso non vedo altrove, sia dipesa semplicemente dal fatto che non si sa per quanto ancora si avrà a che fare con l’altro e che una compresenza amichevole sia la soluzione più comoda. Magari fosse sempre così!

Le tipologie di discorsi sono molteplici ma si basano quasi sempre su esperienze vissute. Brevi racconti che hanno tutta l’aria di piccoli film.

Si opina sul mondo e sull’esistenza, evitando di inciampare nella politica pura. Espressioni come “Quando c’era lui…” potrebbero irritare facilmente chi sta accanto e far scadere la conversazione nella solita dicotomia destra-sinistra. E questo non ci interessa.

Non ho mai saputo i nomi di coloro mi sono stati seduto accanto, né tantomeno a che partito appartenessero o quale squadra tifassero. Nonostante ciò ricordo alcune delle loro storie, i particolari sfumano col tempo e non c’è nessuno a rammentarli, a volte resta solo il volto sorridente di chi è stato protagonista per un momento.

D’altronde abbiamo sempre sorriso  noi in seconda classe.

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riflessioni anormali
sabato, maggio 09, 2009

Il sottoscritto: "Quanto hai speso per il tuo corto?"

L'altro: "2 e 50"

"2 euro e 50 centesimi?"

"No, 250 euro"

"Ah... io per il mio ho speso 2 euro"

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venerdì, maggio 08, 2009

A quanto pare è stato reso noto chi sarà il prossimo artista a esibirsi sul palco di Supersano per l'abituale concerto estivo:

CAPAREZZA!

1 Agosto, ore 21.00

come al solito INGRESSO GRATUITO

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mercoledì, aprile 08, 2009

6 APRILE 2009: SGOMBERATO IL CENTRO SOCIALE DELL'ONDA

Matteo piegato mentre si dà alla fuga.

Matteo prima che gli spaccassero gli occhiali da sole.

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noi e la fotografia, ke fine abbiamo fatto
sabato, aprile 04, 2009

E così Alessandro ce l'ha fatta e il suo fantasy è finalmente disponibile nelle librerie. Si intitola NUBI ALL'ORIZZONTE. LA PROFEZIA DELLE CREATURE, edito da Il Filo, ed è il primo capitolo di una trilogia.

Alex

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noi e la fotografia, ke fine abbiamo fatto
mercoledì, marzo 25, 2009
Oggi in prima pagina sul giornale c'era I TAGLI ALLA SCUOLA A CASA 42 MILA PROF. Mi chiedo se per risolvere la crisi non sarebbe stato meglio mandare a casa 420 parlamentari. A parte questo, sto organizzando un viaggio estivo con meta Dublino. Ovviamente se qualcuno è interessato a unirsi alla compagnia si faccia avanti.
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dal vostro inviato a roma
domenica, marzo 15, 2009

Finalmente su internet Non E' Un Film Per Vecchi, il corto con cui l'anno scorso partecipai ai test di ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia.

http://www.vimeo.com/3663588

(Certo adesso la qualità è molto bassa, ma tanto il video era già squallido di suo)

Segue la sceneggiatura originale:

TORRE MOZZA. POMERIGGIO.


La strada di fronte alla torre è deserta. Arriva un’auto e parcheggia.

Scendono 5 persone: Alex, Fra, Marco, Gabriella, Mattia T.

Si dirigono verso la spiaggia.

Parlano tra di loro. All’inizio non è chiaro quel che dicono.


Gabriella: il mare di Kitano, il mare di Fellini…

Alex: è in ritardo.

Marco: no, è lì.


Il regista è fermo di fronte al mare, cento metri più in là di loro.


G: SALVE!

Fra: il regista non risponde…

M: che stronzo!

Mattia T: è un regista, è normale che sia così. Ne ho conosciuti altri come lui…

F: nella tua lunga carriera teatrale…

MT: sapessi!

G: io e Vito siamo i 2 attori più celebri di tuttu lu salentu.

A: pensa quale onore.

MT: e non hai idea di quanto ci paghino per stare qui.

M: se paga il regista posso immaginare.

G: boo… con me non ha parlato di soldi. Dice che mi paga in natura.

F: che marpione!

A: in realtà non paga nessuno. È una produzione no-budget.

MT: insomma, non ci son soldi.

A: credevo aveste accettato per amicizia.

M: ma sì, stiamo scherzando… è che io non ho un buon presagio.

F: neanche io… sarà il vento che tira.

MT: sarà l’aria di mare.

G: perché ci ha fatti venire qui?

A: perché è qua che dovrebbe essere ambientata la maggior parte della storia.

G: a sì?

A: ma non vi ha detto di cosa parla il film?

G: no, ha detto che lo stavi scrivendo tu.

A: sì, lo sto aiutando a scrivere, ma è lui che decide. Infatti, non c’è una tra le mie idee che gli vada bene.

F: è incontentabile.

M: non sa neanche lui cosa vuole.

A: ma è normale al primo film.

M: non è il primo film.

F: dici davvero?

M: sì, ha fatto anche un porno… almeno così si dice.

A: ma sono leggende.

MT: no, no, il film c’è davvero. L’ho visto.

G: whuao… e quando l’ha fatto?

MT: credo quando si trovava a Bologna per studi.

G: ma recitava anche lui?

MT: grazie a Dio no!

A: e di cosa parla?

MT: cosa mi ricordo? È un porno. Poi l’ho visto anche senza audio.

G: ce l’hai ancora?

MT: no, me lo mostrò lui una volta. Se ti interessa, prova a chiederglielo.

G: forse è meglio di no.

F: io sono curiosa di vederlo.

M: e questo altro film si può sapere su cos’è?

A: ma… guarda… ancora non c’è una trama ben sviluppata… ci stiamo lavorando, abbiamo una base…

M: perché allora ha convocato tutta la troupe se state a niente?

A: penso che voglia una collaborazione da tutti. Forse vuole improvvisare.

F: roba underground insomma.

A: lui cerca qualcosa di personale. Introspezione.

G: ma perché se ne sta lì impalato e non viene a parlarci?

MT: riflette.

F: per me non si è neanche accorto che siamo arrivati.

G: bè, aspettiamo…

MT: chissà se anche in questo film c’è un po’ di sesso.

M: tanto io non debbo recitare… son scenografo.

A: no, mi spiace. Niente sesso. È una storia di tutt’altro tipo. Qualcosa di filosofico. Intellettuale. Ma per giovani.

MT: sarà per giovani… ma che palle!

G: mi sta passando la voglia di farlo.

M: se devo essere sincero, io non l’ho mai avuta.

F: neanche io sopporto i film sofisticati, sono presuntuosi.

A: ma lui non vuole essere amato dal grande pubblico. Sta cercando di fare qualcosa di particolare.

G: ecco perché fa i porno!

M: e poi mi girano i coglioni che sono 10 minuti che siamo qui e ancora non ci ha degnati di un saluto.

MT: sapete che vi dico? Ho voglia di un caffè.

G: anche io!!

F: cappuccino!

A: ma non possiamo andarcene.

M: tanto lo sappiamo tutti che questo film non si farà mai.

A: non è detto. È che dobbiamo fare delle scelte, organizzarci e capire.

F: dai Ale, muoviti.

A: ma per lui è una cosa seria! Questo film gli serve per un concorso… per entrare in accademia…

M: non lo prenderebbero comunque.

A: perché?

M: perché non piacerebbe alla commissione.

A: ma perché?

M: ma perché…

MT: perché non è un film per vecchi.


La troupe torna alla macchina e va via.

FINE

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lavori in corso, vecchie glorie
mercoledì, marzo 04, 2009

Stavo canticchiando una vecchia canzone natalizia e mi sono reso conto che probabilmente non ricordavo più con esattezza le parole, dato che la mia assomigliava tanto alla ballata di un pedofilo: "O mio bambino, o mio divino,  sai quanto mi costò l'averti amato...". 20 anni di galera lallala lallala lallà...

Dopo tale riflessione non posso che concludere in bellezza citando un uomo chiamato Ligabue:

"femmina come l'entrata, femmina come l'uscita"

che profondità! che poesia!

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